— Note critiche —
Note critiche a
Aria d'altro colore - Laura Pierdicchi
È qui una mente meno bambina che in "Dal gesto d'inizio", che sveste il concreto dalle finzioni dell'astratto. Così facendo, "per paura di soffrire a volte si elimina l'emozione", e Laura registra questi pericolosi vuoti dell'anima che insidiano la sua e la nostra poesia, questo inizio di fine che si insinua dentro di noi tra una parola e l'altra, tra un silenzio e il successivo.
Pericoli che vengono fugati quando il pensiero riprende e talvolta supera l'antico nitore, e l'alba ed il tramonto dialogano come "azione" naturale per eccellenza, merito di un poetare abbeverato nei suoi momenti migliori alle fonti stesse delle cose.
Laura Pierdicchi promette arie d'altro colore ancora più prosciugate e radicate nell'essere, se solo lascerà crescere, senza forzarlo, lo stupore che ancora, inaspettato, talvolta la coglie.
Paolo Barbagli
Note critiche a "Dal gesto d'inizio" - Laura Pierdicchi
Laura Pierdicchi ricerca in sé la semplicità fanciullesca, il nitore bambino come Emily Dickinson talvolta sognato, talaltra trovato, più spesso perduto e rincorso in altalenante successione trasognante. I segni che contraddistinguono questi eventi metatemporali sono fragili e forti, sicuri e irresoluti come si conviene a una conquista sempre provvisoria ma sempre sognata. Un colloquio con l'altro sé che assume al proprio interno tutte le incertezze dell'esistere che la crosta del vivere ha fatalmente ricoperto di apparente sicumera, vestendo i paesaggi dell'anima con parole attonite e diafane, senza enfatizzazioni eccessive, con garbo e sobrietà espressiva.
Uno sguardo sognante si posa sulle cose, un pensiero errabondo, "un piede sulla terra - uno nell'aria" compendia il trascorrere terreno di una voce tersa e illimpidita dalla certezza di contorni del reale.
Paolo Barbagli
























